Programmi di formazione dottorale del Curriculum di “Studi di genere”

Femminismo contemporaneo: una prospettiva di pensiero politico

(responsabile: Prof.ssa Roberta Modugno) (SPS/02)

Il programma è orientato alla riflessione sull’articolato panorama del femminismo contemporaneo attraverso un’ottica di pensiero politico. I più recenti orientamenti sull’etica della cura inquadrano il tema nell’ambito universalista della giustizia umana e quindi l’’interno della teoria politica. Neo-universalismo, post-strutturalismo, post-colonialismo, femminismo liberale, marxista, post-moderno, eco-femminismo sono tutti orientamenti nei quali il gender è assunto come aspetto fondante della vita associata e costituisce parte integrante della comprensione, degli scopi, delle possibilità e dei limiti della vita politica. Il programma si propone dunque di indagare teorie ed accanto ad esse protagoniste quali Carol Gilligan, Joan Tronto, Martha Nussbaum, Jean Hampton, Judith Butler, Chandra Mohanty, Uma Narayan, Nancy Fraser.

 

La cittadinanza femminile: storia, teorie politiche, problematiche e protagonisti.

(Responsabile: prof.ssa Roberta Modugno) (SPS 02)

Il programma ha come obiettivo lo studio del rapporto tra teorie politiche  e genere nelle sue espressioni più diverse e l’analisi dei contributi teorici di quanti, donne e uomini, a partire dal Seicento, hanno cercato di mettere in luce i nodi teorici e le incongruenze nella vita privata e politica prodotti dagli stereotipi culturali fra i due sessi.  In particolare, esso si concentra su:

  • – La sovranità popolare e la rappresentanza: studio del rapporto tra democrazia e questione femminile dal ‘600 al concetto “di genere”
  • –  Autorità, potere e gerarchie nella dicotomia delle sfere separate, pubblica e privata.
  • – Analisi dell’esclusione femminile dalla polis, e delle correnti di pensiero sulla dualità dei generi compresenti nel concetto di sovranità popolare
  • -Lo studio della storia dei movimenti per l’emancipazione femminile nel mondo occidentale
  • -Aspetti storici e teorico-politici dell’emancipazione femminile
  • -Protagonisti del processo di emancipazione. Studio delle opere dei grandi filosofi e delle loro teorie sui ruoli sociali dei due sessi
  • -L’analisi delle principali teorie politiche attraverso la categoria del genere: dall’antichità classica alla contemporaneità.
  • -Utopie e distopie femminili.

 

Relazioni, pratiche, modelli e identità di genere tra il XIX e il XX secolo

(responsabile: Dott.ssa Stefania Bartoloni) (M-STO/04)

Alla luce delle grandi trasformazioni economiche, politiche, sociali e culturali che hanno cambiato la fisionomia del XIX e del XX secolo, il programma ha come obiettivo l’analisi delle ricadute di tali mutamenti sulla vita e sull’azione delle donne e degli uomini in quel vasto arco di tempo. Tali eventi hanno infatti prodotto straordinarie ripercussioni sulla definizione di modelli e di rappresentazioni maschili e femminili, nonché sulla costruzione delle identità e delle relazioni tra i generi; sull’attività culturale e sulla presenza delle donne del mondo del lavoro; sulle culture politiche e sulle forme di aggregazione che il movimento emancipazionista prima e quello femminista poi si sono dati.
In particolare il programma si concentra su:

  • – La stampa delle donne come strumento di aggregazione politica e culturale, di costruzione di una nuova soggettività femminile e di riflessione sui rapporti tra uomini e donne
  • – La nascita e le caratteristiche delle associazioni femminili vicine ai partiti o ad essi direttamente collegate
  • – Gli obiettivi e le pratiche politiche dei movimenti femminili e femministi o di ispirazione laica e cattolica
  • – Le donne nel mondo del lavoro: rivendicazioni e azione sindacale, presenza negli ambiti più tradizionali e accesso a nuove professioni
  • – La mobilitazione di uomini e donne in occasione di eventi straordinari come le guerre, o nei regimi totalitari

Antropologia dei generi, femminismi e biopolitiche dei corpi

(Responsabile: Prof.ssa Michela Fusaschi – M-DEA/01)

Nel campo etnoantropologico il termine genere, non sovrapponibile a quello di gender elaborato e sviluppato in ambito anglostatunitense dagli anni Cinquanta, come ampliamento della più consueta analisi dei processi di costruzione delle identità sessuate si è fatto largo nel dibattito scientifico non come attributo delle persone, quanto come modalità di costruzione del sé, ovvero come relazione fra le soggettività, ivi compreso il difficile binomio indagate/i e ricercatori/trici.

In questo programma si vogliono approfondire le definizioni e le interpretazioni, diverse e contraddittorie, per non dire ambigue, che si sono sviluppate in ambito femminista e post-femminista. In questo senso è indiscutibile che proprio il contributo del femminismo, a partire dagli anni Settanta, abbia inaugurato sul piano accademico una connessione fra ricerca scientifica e intenzione politica cominciando a porre le basi per un settore di studi di antropologia femminista, che si poneva nell’ottica della critica culturale per rendere manifesto l’androcentrismo, nel pensiero e nella scienza, e ridare visibilità alle donne intese come soggetti in grado di pensarsi, di progettare e condurre azione politica. Prospettiva di genere e ottica femminista hanno contribuito a contemplare i generi, così come i corpi, quali costruzioni e come ambiti nei quali si dispiega il potere. Questo aspetto, a sua volta, va indagato sui campi nei quali le etnografie delle diverse società hanno dimostrato l’impossibilità di trasferire le concettualizzazioni “occidentali” agli Altri e alle Altre. Se quindi corpo e generi vanno analizzati in termini relazionali quali costruzioni sociali e non essenze, diviene fondamentale considerarli nelle loro relazioni dialettiche e conflittuali. In questo senso non è possibile presupporre il dominio maschile come dato monolitico e insuperabile, piuttosto esso va indagato nel suo divenire e anche nelle sue dinamiche che, benché assimetriche, sono tutt’altro che scontate.

A partire dalle teorie antropologiche su genere e corpo in relazione alla diversità culturale si intende fornire un percorso formativo alla ricerca (multisituata e transnazionale) concentrandosi su:

  • – studio dei differenti approcci dell’antropologia femminista a partire dagli anni Settanta e sino agli ambiti del postcoloniale e intersezionale;
  • – analisi della dimensione politica dell’organizzazione delle relazioni tra gli uomini e le donne.
  • – disamina critica dell’allontanamento dal naturalismo e biologismo e, soprattutto della lettura critica dei differenzialismi e dell’identarismo
  • – studio delle teorie sulla costruzione sociale del corpo e dei generi fino alle biopolitiche e biopoteri
  • analisi di alcune etnografie dei generi nei contesti locali.

 Democrazia paritaria, orientamenti sessuali e nuovi diritti

(responsabile: Prof. Salvatore Bonfiglio) (IUS/21).

Il programma si articola in due parti:
Parte prima: Dal riconoscimento dei diritti di base delle donne al riconoscimento della discriminazione indiretta: dalla parità formale a quella sostanziale.
Parte seconda: Evoluzione del concetto di famiglia, diritti delle coppie di fatto, diritti delle coppie omosessuali

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